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Riconoscimento e disconoscimento di Paternità

Uno degli usi più frequenti e importanti del test di paternità è in casi di riconoscimento o disconoscimento di paternità. Avanzamenti nella tecnologia moderna oggigiorno ci permettono di stabilire con livelli massimi di probabilità l’esistenza o meno di una relazione biologica fra due persone, attraverso l’uso di un semplice campione di saliva raccolto tramite l’uso di tamponi buccali.

Cosa dice la legge Italiana?

L’intervento della Corte Costituzionale con la decisiva sentenza n. 50/2006, da all’ interessato la possibilità di azionare subito le sue pretese in sede di merito e di citare immediatamente in giudizio il presunto padre naturale per vedersi riconosciuto lo status di figlio naturale, attraverso il ricorso alla prova principe, l’esame del DNA.

Cosa si fa se il Padre Presunto si Rifiuta di fare il Test di Paternità?

Secondo la legge italiana, se un uomo rifiuta di sottoporsi al test DNA di paternità, scatta già la presupposizione che sia lui il padre e quindi il giudice può disporre, su domanda dell’avvocato che segue il richiedente, che l’uomo in questione faccia i test genetici per determinare la paternità. Se puoi i test gli attribuiscono la paternità, il tribunale emetterà una dichiarazione giudiziale di paternità…in pratica il giudice dichiarerà che il signor X è stato accertato come il padre biologica del figlio Y e che il signor X si deve assumere tutti i diritti e i doveri che la paternità comporta.

Come funziona il Test di Paternità del DNA?

Il test DNA di paternità tramite l’analisi del DNA si attua attraverso l’analisi di aree specifiche dei cromosomi denominati ‘loci’ che contengono quelli che si chiamano ‘marcatori’ genetici. Nei test di paternità moderne si devono analizzare almeno 16 markatori genetici perche il test sia considerato di qualità abbastanza elevata per poter essere usato in un tribunale. Ogni figlio presenta, per ogni locus genetico esaminato, due alleli, dei quali uno sarà di provenienza materna e uno di provenienza paterna. Nelle analisi del test si comparano il profilo del DNA del figlio con quello del padre. La presenza nel figlio di un profilo genetico incompatibile con quelli del presunto padre può far escludere con certezza un rapporto di paternità. L’esame diretto del DNA permette una esclusione netta e sicura con poche probabilità di errore.

Qualora venga evidenziato un livello abbastanza alto di similitudine fra il profilo di marcatori genetici del figlio e quello del padre presunto, si ottiene una conferma della presenza di una relazione biologica fra il padre presunto e il figlio. Questi risultati si rappresentano in termini di livelli di probabilità – viene utilizzato di solito, nella pratica, il cosiddetto “indice di paternità” oppure il termine di “probabilità di paternità”. Questa probabilità viene espressa generalmente, nella pratica corrente, in forma percentuale. Più alto è il numero di marcatori compatibili, più alta sarà tale probabilità.

Qual’ è la probabilità di Paternità accettate dalla legge Italiana?

Oggigiorno, con le tecniche odierne e con l’alta capacità discriminatoria degli alleli presi in esame, test di paternità spesso possono dare risultati che raggiungere probabilità anche più elevate del 99,99%. Non esiste in Italia una norma precisa che stabilisca la soglia oltre la quale una probabilità di paternità sia da considerare equivalente a una “pratica certezza”: si fa riferimento in genere alle legislazioni di altri paesi europei come la Germania (che ha stabilito un limite del 99,72%), o ai Paesi Bassi, i più severi, che hanno stabilito un limite del 99,90%.

Test di Paternità per uso legale

Se si ha necessita di fare un esame di paternità per il riconoscimento/disconoscimento di un figlio, si deve tenere in mente che non è possibile semplicemente ordinare un test di paternità online – si devono seguire certe procedure che assicurano che il test abbia validità giuridica utilizzabile in sede di giudizio. Questo tipo di test viene comunemente denominato come un ‘test di paternità legale’. Questo tipo di esame di paternità viene effettuato come un test di paternità “normale”. L’unica sostanziale differenza sta nella procedura di raccolta dei campioni che, per avere una validità legale, deve garantire l’identità dei soggetti che si sottopongono a test.

Questa procedura, nota come “catena di custodia”,richiede che il prelievo dei campioni sia effettuato tramite una terza persona autorizzata che possa certificare l’identità dei soggetti che si stanno sottoponendo a test.

La Raccolta dei Campioni

Nel caso del test di paternità per uso legale,il prelievo dei campioni di DNA si effettua generalmente tramite l’uso di campioni di saliva raccolti con tamponi buccali, il prelievo di effettua all’interno di una struttura medica che costituirà il garante per l’autenticità dei campioni stessi e di conseguenza la validità del risultato. In genere si consiglia di contattare la vostra azienda di test del DNA che vi indicherà la sede più vicina a voi dove potete fare la raccolta dei campioni del DNA.

È importante notare che non è possibile eseguire un test di paternità legale per il riconoscimento/disconoscimento all’insaputa di uno o dell’altro genitore nel caso di figli minorenni.


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